Piazza_Galatina_Salento

Galatina, dritti al cuore del Salento

Passeggiata in una località poco conosciuta ma meravigliosa del Salento

“San Pietro in Galatina” fino al 1861, se ne parla per la prima volta, come casale, in un atto notarile del 1178.

Città per decreto regio dal XVII secolo è allocata a 21 Km in direzione Sud da Lecce ed ha oltre 20.000 residenti. Circondata da una terra rossa fertile e ricca di uliveti e vigneti.

La tradizione vuole che San Pietro vi si sia fermato nel suo viaggio da Antiochia a Roma.

Grande fu la tradizione Cristiana documentata da numerosi luoghi di culto disseminati per la città ed il suo circondario.

Oltre ad una piacevole passeggiata tra le vie illuminate dal sole che riflette sulla pietra bianca di strade e palazzi, vi segnaliamo queste due chiese magnifiche, assolutamente da non perdere nella vostra vacanza in Salento.

Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria

Sorta fra il 1369 ed il 1391 per volere del Signore di Galatina, Principe Raimondino del Balzo quale ex voto per essere tornato vittorioso dalla Terrasanta con la reliquia del dito della Santa.

La moglie Maria d’Enghien ed il figlio Giovanni ingrandirono e completarono l’opera con annesso convento dei francescani minori ed ospedale.

Dichiarata Monumento Nazionale nel 1870 è uno dei più insigni e meglio conservati esempi di arte romanica e gotica italiana. Fu completamente affrescata, per volere di Maria d’Enghien, da artisti provenienti prevalentemente dalla Toscana, si ricorda Franciscus de Arecio ( di Arezzo).

Anche il Chiostro quadrangolare dell’annesso convento fu affrescato nel 1696 e nel Museo ivi allocato si conserva la reliquia della Santa.

Chiesa di San Paolo

Incorporata in Palazzo Tondi, è nota come la “Cappella delle Tarantate” per essere stata, dal Medioevo alla fine degli anni ’50 del XX° secolo, teatro del “Tarantismo” ove, durante i festeggiamenti per San Paolo del 29 di Giugno, le “Tarantate” chiedevano al Santo la grazia della liberazione dagli effetti del morso della Tarantola pregando, bevendo l’acqua sacra di un adiacente pozzo ed effettuando un esorcismo musicale esibendosi in balli frenetici al suono dei tamburelli.

Si perpetuava così il ballo della “Pizzica Pizzica” o “Taranta” salentina già presente nel culto del Dio Dioniso o Bacco di tradizione ellenistica. Negli ultimi 20 anni si è molto modificata nelle movenze e nei ruoli dei ballerini di sesso diverso diventando un fenomeno di costume giovanile che allieta le serate estive in tutto il salento e culmina nella “Notte della Taranta” di Melpignano.

Il viaggio in Salento parte da qui, dalla tua casa vacanze Salento La Manceddha. Le valige sono pronte?

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