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Kalè Polis: alla scoperta della città bella

Gallipoli, un porto millenario e una moderna località turistica sopratutto per i più giovani

Sorta su un pugno di terra collegato alla riva da un sottile istmo, probabile rifugio di pescatori di vicini insediamenti messapici, ebbe grande sviluppo in epoca greca e romana.

Il suo nome nulla ha a che vedere con il gallo che pure la rappresenta rampante sul suo stemma comunale ma deriva, verosimilmente, dal greco “Kalè Polis” città bella.

I bizantini la fecero sede vescovile assoggettandola direttamente al patriarca di Costantinopoli con la conseguente diversificazione del rito da latino in greco.

Nel 1484 i Veneziani tagliarono l’istmo rendendola isola fortificata da robuste mura e un castello a difesa dai cursori saraceni. Tale rimase fino al 1601 quando iniziò la costruzione del ponte a dodici archi in pietra che tuttora collegano il centro storico alla terraferma.

La sua maggior fortuna nasce dalla distruzione di Otranto e Brindisi dal furore del turco nel 1480, quando, inagibili quei porti, rimaneva unica base per i traffici commerciali del Salento ed in particolare dell’oro verde, l’olio di oliva. Gallipoli diventò la maggiore piazza europea per il traffico di oli necessari per produrre l’olio grasso che ha illuminato Londra, Parigi. Berlino, Vienna e Amsterdam fino alla fine del XIX secolo, quando arrivava l’elettricità. Lo stesso famoso “sapone di Marsiglia” altro non è che un sottoprodotto della lavorazione locale degli oli ed in città è tuttora presente “via delle saponiere”.

Ancora negli anni 60 del 20° secolo i paesi della provincia salentina erano battuti da commercianti ambulanti che scambiavano la “murga” cioè la parte sedimentata e non commestibile dell’olio d’oliva, con il sapone di Marsiglia (“cambiamo la murga cullu sapo’” era il loro richiamo alle massaie).

Al centro della manifesta bellezza del suo centro storico troviamo la cattedrale barocca di Sant’Agata, colma di dipinti d’epoca, quasi una pinacoteca, poi le Chiese di Santa Teresa, di San Francesco e della Purità, rese ricche dalle congregazioni professionali legale al cattolicesimo e in competizione fra loro commissionando Opere d’arte. Non mancano i nobili palazzi civili come i cinquecenteschi Palazzo Tafuri e Palazzo Pirelli , il settecentesco Palazzo del Seminario.

In questa città ebbero sede, addirittura fino al 1923, i vice-consolati di molte nazioni europee come Francia, Austria, Danimarca, Inghilterra, Russia, Prussia e Gallipoli fu per molto tempo la seconda nel regno dopo Napoli.

Ed è così, con la maestosità del porto nell’accecante biancore dell’architettura salentina, che fu ritratta dal pittore Filippo Hackert nel 1790, in una tela commissionata per la reggia di Caserta, insieme agli altri porti del Regno, Barletta, Messina e Gaeta e che oggi si trova nel Museo Nazionale di San Martino a Napoli.

Nel corso del Novecento la città si è estesa grandemente sulla terraferma e lungo i suoi 20 Kilometri di arenile, con aree residenziali e strutture commerciali particolarmente vocate al turismo di cui oggi Gallipoli è meta privilegiata.

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