Una passeggiata sul bordo della costa, fra cielo roccia e mare

Da Otranto a Santa Cesarea terme, itinerario sulla costa est del Salento

Fra le spiagge e le folle di Otranto a nord e le Terme di Santa Cesarea a sud vi è un tratto di costa dove solo il vento, gli uccelli e e le voci del mare rompono il silenzio naturale di questa terra, sovrastato da una strada litoranea poco frequentata ma sicura.

All’estremo limite delle Serre Salentine, osserverete allineamenti di modeste groppe collinari sassose parallele che si gettano direttamente in mare, fra Otranto ed il capo di Leuca, formando una costa alta, accidentata, selvaggia, ricca di innumerevoli calette e falesie difficilmente raggiungibili da terra e meravigliose alla vista dal mare.

Partiamo!

Alle spalle ci lasciamo il centro di Otranto, ultimo porto turistico e commerciale dell’Adriatico e il colle della Minerva, sacrario degli 800 martiri di Otranto.

Incontriamo i resti di una prima torre, la Torre del Serpe, vicino ad una grande spianata ove nel 1980 il Papa, Giovanni Paolo II, ricordò i 500 anni del martirio dei cristiani otrantini per mano dei saraceni di Achmet Pascià. Nei pressi un piccolo laghetto artificiale, residuo del periodo in cui si estraeva e si lavava la Bauxite (minerale dell’alluminio), circondato dalla terra rosso fuoco, merita una breve sosta.

Si apre quindi il golfo dell’Orte, una grande baia selvaggia meta in estate di un turismo d’elitè che rifugge le spiagge affollate. Per il resto dell’anno vi pascolano le greggi ed è privilegiata dai pescatori di canna.

Arriviamo a Punta Palascia, più nota come Capo di Otranto, estremo lembo a Est del territorio italico, punto geografico di passaggio dal mare Adriatico al mar Ionio. In basso il faro e il Centro di Controllo della navigazione commerciale, in alto i radar dell’Aereonautica Militare Italiana che scrutano incessantemente il cielo.

Sul lato destro della litoranea distese di terra rossa e greggi fra antiche masserie ristrutturate ed oggi adibite all’allevamento o ristrutturate per il turismo.

Ad una curva spunta un alto roccione sovrastato dalla Torre di Sant’Emiliano, posta a 50 metri sul livello del mare, costruita, come le altre torri salentine, nel XVI secolo, durante il regno di Carlo V, comunicava a nord con Torre Palascia (sostituita poi dal faro) e a Sud con la Torre di Minervino sita oltre Porto Badisco.

Dopo un’altra curva della litoranea, a sinistra, un altopiano con degli accessi recintati e segregati da cancelli: sono gli ingressi della “Grotta dei Cervi” , scoperta nel 1970 da un Gruppo Speleologico di Maglie – Lecce, è il complesso pittorico neolitico più importante d’Europa. Mai aperta al pubblico per le difficoltà di creare percorsi di visita sicuri e la delicatezza delle pitture rupestri che sarebbero irrimediabilmente danneggiate dalle variazioni del microclima.

 

Superato un antico Canyon scavato dalle acque eccoci giunti a Porto Badisco, luogo del mitico “approdo di Enea” autentica salvezza per i naviganti quando infuria la tramontana. E’ infatti un porto naturale protetto dal mare aperto da un promontorio chiamato, non a caso ,“Sbroglia” poiché toglieva dai guai i pescatori se riuscivano a portarsi sottovento al suo riparo. Ed è proprio nelle giornate di tramontana, quando grandi onde attraggono altrove i surfisti, che si deve venire qua a bagnarsi nelle acque limpidissime e calme.

L’approccio al mare è possibile in diversi punti a difficoltà crescente: la Spiaggia, il Fortino, le Tagliate, Porto Russo, la Fraula.

Nel borgo marinaro vi sono diversi ottimi punti di ristoro e nel più antico bar, di fronte alle tagliate, si prepara, secondo tradizione, il “panino della Zita” una pagnotta farcita con mortadella, auricchio piccante e peperoni fritti che una volta era il frugale pranzo di nozze delle famiglie contadine. Si possono anche gustare i ricci serviti aperti sul momento.

Poi la costa sale nuovamente impervia fino a Santa Cesarea Terme.

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Prima di arrivare qui, sarete avvolti da una fresca pineta dove potrete sentire il suono delle cicale, fermarvi per alcune foto panoramiche e poi riprendere il tratto di costa per arrivare alla vostra meta finale.

Qui, a Santa Cesarea, fermatevi per una passeggiata sul viale dei negozi, un caffè nel bar delle Terme e una passeggiata sulla costiera frastagliata.

Il viaggio in Salento parte da qui, dalla tua casa vacanze Salento La Manceddha. Le valige sono pronte?

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