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Alla scoperta del Salento

Luoghi, coste e storia di una terra che è poesia

Ci piace pensare che la penisola salentina sia una terrazza di pietra illuminata dalla luce  del sole tutto l’anno e bagnata dalle acque del Mediterraneo.

Poetico? Sì, perchè la nostra terra è poesia: di colori, di profumi, di suoni, di storie.

Una terra dai declivi carsici in cui la pianura si alterna a piccole colline con un orizzonte marino e la terra, rossa, è cosparsa di ulivi.

I suoi abitanti, i salentini, sono a volte chiusi in sé stessi come le loro grotte, in cui vivevano in passato i monaci greci, solo per conservare ancora per millenni la loro cultura e tradizione. Molto più spesso incontrerete un popolo aperto e ospitale, sincero, avvezzo ad una cultura secolare di accoglienza e dialogo con i popoli vicini.

La natura umana di questo estremo tacco d’Italia è dipinta di passione, un sentimento che ha sempre condotto queste genti a dialogare con tutti i  popoli del Mediterraneo.

Percorrendo le chilometriche coste del Salento, nelle quali si alternano lunghe baie a coste rocciose e piccole perle di sabbia bianca, sono disseminate di torrioni di guardia, perchè questa terra è stata da sempre frequentata ed occupata da popoli diversi, greci, latini, saraceni, spagnoli, che hanno lasciato segno di sé nella cultura, nella lingua, nelle tradizioni culinarie.

Il litorale parte dal confine brindisino, a Torre della Specchiolla e si estende fino a Santa Maria di Leuca, il punto più a Sud della Puglia, con il suo santuario “de finibus terrae” con spiagge alternate a scogliere altissime, specie a sud di Otranto.

Risale quindi sul versante ionico con spiagge bianchissime con località stupende come Gallipoli, Porto Cesareo e su fino al confine tarantino di Punta Prosciutto.

In area centrale del suo territorio sorge il capoluogo LECCE, antica città messapica preromana sviluppatasi sotto gli Imperatori Adriano e Marco Aurelio, sopravvissuta ai saccheggi di Totila, a lungo fedele roccaforte bizantina e poi passata alla stirpe normanna degli Altavilla, a quella francese degli Angiò, a quella spagnola degli Aragonesi, quindi a capoluogo delle Puglie sotto il regno di Carlo V, eletta tale dal sovrano nel 1539.

Da quel momento iniziò lo sviluppo che l’ha condotta ad essere la capitale del Barocco, grazie ai suoi architetti, scultori e scalpellini che utilizzarono al meglio la caratteristica “pietra molle”, un calcare tenero facile da estrarre e lavorare e che si indurisce poi all’aria. Fiorirono ovunque colonne tortili, cornici fastose, capitelli , frontoni curvi, festoni, vasi con fiori e frutta, mascheroni, putti e cariatidi in mille e mille diverse composizioni secondo l’inesauribile fantasia degli autori.

Brillano per la loro particolare bellezza artistica tre complessi: quello della Chiesa di Santa Croce, del Duomo e dei santi Nicol e Cataldo fuori le mura.

Il viaggio in Salento parte da qui, dalla tua casa vacanze Salento La Manceddha. Le valige sono pronte?

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